La noche de muertos

09/22/2014

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Lo scorso novembre ho avuto la fortuna di assistere alla festività della notte dei morti in Michoacan con un gruppo di amici e colleghi.
Un’esperienza veramente incredibile!

Dimenticate nero e lutto, scordate la falce e il mantello nero, tralasciate paradiso e inferno: siamo in Messico, e il giorno dei morti è tutta una festa.  Scheletri con rossetto, boa di struzzo, lustrini e paillettes, altari pieni di fiori coloratissimi, commemorazioni a suon di tequila e dolci, il Dia de Muertos è la festa nazionale messicana che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. In tutto il paese e nelle grandi comunità messicane del mondo (in particolare negli Stati Uniti) dal 31 ottobre al 2 novembre si aspetta il ritorno dei parenti defiunti, un’occasione per salutarli e festeggiare con loro il trapasso.
Si crede che i morti in quello specifico giorno tornino a trovare la famiglia e per questo vengono loro offerte tutte le specialità di cibo che preferivano, le tombe vengono addobbate con i simulacri delle cose a loro care ed i parenti passano il giorno e la notte sulle tombe mangiando, bevendo e chiacchierando come se loro fossero presenti in carne ed ossa.
Questo è un modo per far capire loro che non ci si scorda di loro e così di farli restare tranquilli per un altro anno fino alla prossima festa.

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Oaxaca i suoi mercati e la sua cucina

02/24/2013

Alla scoperta dei mercati di Oaxaca

La cucina dello stato di Oaxaca è una delle più ricche e squisite di tutto il Messico. Passeggiando per le città e i villaggi dello stato, fare un giro per i vari mercati saprà regalarvi interessanti sorprese. In molti di loro troverete frutta e verdura che chi viene dai Paesi più freddi non faticherà a considerare “esotica”.

I venditori vi accoglieranno con molto calore, chiedendovi a gran voce: “¿qué le damos?”, “cosa desidera?” “¡Chapulines!”, “Cavallette!”

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le famose chapulines

“¡Tortillas!” tortillasNon dovrete nemmeno girarvi per vedere che cosa espongono i vari banchi! Il profumo dei tamales invade l’aria. Le erbe aromatiche e la dolcezza dei mango inebriano l’atmosfera e vi stimolano a fare qualche spesuccia.

E’ imprescindibile fare un giro al Mercado 20 de noviembre nella capitale Oaxaca per incontrare le tortillas tipiche messicane. Si tratta di sottili focacce di mais cotte a fuoco lento, e sono alla base della cucina messicana.

Il mole invece è una famosa salsa tipica dell’Oaxaca che si prepara con più di venti ingredienti. I tamales hanno a loro volta una certa importanza nella cucina tradizionale di questo stato: sono piatti tipici a base di pasta di mais ripieni di carne, tamales03avvolti in foglie di granoturco e cucinati al vapore. Infine, abbiamo lo snack locale, che rappresenta sfida un po’ più difficile per i turisti: le chapulines, ovvero le cavallette tostate, belle croccanti.

Nella parte sud del Mercado 20 de noviembre troverete la sezione dedicata alla carne. In quest’area fa più caldo e l’aria è un po’ più rarefatta rispetto al resto del mercato; qui vicino infatti troviamo dei banchi che arrostiscono la carne sui ceppi accesi: sono pronti a cuocere gli acquisti che avete appena fatto. Appena qualche minuto sulla brace e avrete tutto il necessario per un perfetto tasajo dell’Oaxaca. A solo alcuni metri poi potrete comprare tutto ciò che vi serve per completare il vostro pranzo o la vostra cena: tortillas, peperoncini, salsa e bevande. Non esitate a provare questa variante locale e tradizionale del “fast food”!

 

A sud del mercato, lungo la calle de Mina, troverete molti negozi dove il cioccolato e le miscele di grani di cacao con mandorle e cannella la fanno da padrona. Il loro dolce profumo attraversa le strade e sa sedurre anche a distanza. Fidatevi del vostro naso: la ricompensa sarà deliziosa!

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all9interno del luogo di perdizione …la cioccolateria

I monumenti di Monte Alban

04/19/2010

Già: visitare Monte Alban ….ce ne sono monumenti e cose interessanto da vedere; ma tranquilli non vi vesserò descrivendovi tutte, ma soltanto quelle di maggior impatto emotivo, almeno secondo quello che ho provato io visitandolo. Ci sono stata due volte e, se la prima mi ha veramente impressionato, la seconda è stata ancora più coinvolgente, perchè – basandomi sulle emozioni già vissute – ero più coinvolta e le mie aspettative erano enormi; aspettative che non sono state assolutamnete disattese.

Ammirare dall’alto della piramide ( pur non molto alta rispetto ad altre) i dintorni aperti a 360° ti fa immaginare in maniera viva il popolo che studiava le stelle e poteva liberamente vedere il loro sorgere, tramontare e spostarsi – assieme a quelli del sole e della luna – e poter così descrivere il cambio delle stagioni e preparare un calendario veramente perfetto.

Come dicevo visitare Monte Alban presuppone l’ingresso in uno spazio consacrato. La parte più alta della montagna venne destinata alle diverse cerimonie religiose che costituirono il cemento della vita comunitaria e privata dei suoi abitanti, mentre che la valle fu il centro della produzione agricola.

Il Campo della Pelota

Si tratta di una struttura architettonica tipica della cultura mesoamericana. I giochi della pelota appaiono alla fine dell’epoca conosciuta come Tardo Preclassico che corrisponde alla fase denominata fase II di Monte Alban. Il gioco della pelota fu talmente importante come rituiale in tutti i centri urbani che si destinava un grandissimo sforzo per mantenere e ristrutturare queste costruzioni.

Monte Alban

04/18/2010

Il mondo degli Zapotechi

Torniamo nella capitale Oaxaca per fare un giro archeologico e culturale di grande impatto sia emotivo che affascinante per il luogo dove vi porto.

L’eredità che il mondo zapoteco ci lascia è, attraverso dei magnifici siti archeologici, disseminato lungo tutta la valle di Oaxaca

Fra questi la città di Monte Alban li sovrasta per la sua grande importanza come cardine economico, politico e religioso ( si tratta del primo complesso urbano del Mesoamerica ); per la sua estensione, tanto grande quanto l’attuale capitale Oaxaca; ed  anche per la sua lunga vita, iniziata all’incirca nell’anno 500 a.c. e conclusasi attorno al 850 d.c.

La città è circondata da varie montagne situate in maniera strategica alla confluenza dei due bracci che formano la Gran Valle di Oaxaca.

Sono tre i complessi archeologici  che costituiscono il sito:  Monte Alban, El Gallo e Atzompa, tutti costituiti da monumenti archeologici sulla cima e da una serie di terrazze di coltivazioni sui lati.

L’apetto che la zona archeologia offre,  è quello di un impressionante paesaggio culturale che mosta le vestigia di un popolo che ha perdurato fino al momento attuale. ol sito sorse come centro cerimoniale attorno all’anno 500 a.c. andando a sostituire una lunga tradizione sociale basata sui villaggi agricoli. Il consolidamento della città esigé l’articolazione di un’enorme popolazione e di un sistema effettivo di governo che ben presto si trasformò in un vero e proprio stato.

La leadership della classe dominante si basò su un sistema religioso cerimoniale , tale come evidenziato nelle diverse rappresentazioni delle divinità trovate in tutte le zone , ed anche dall’esistenza di un voluminosa quantità di oggetti di culto (figurine, urne, stele, ecc.), molti dei quali reminiscenze della antica tradizione olmeca.

La costruzione di Monte Alban fu frutto dello sforzo da parte dei maggiori villaggi. Essi formarono una confederazione per edificare una città che riunisse le condizioni necessarie per l’importanza richiesta dalla nascente élite che esercitava il potere politico ed economico attraverso la religione.

Gli Zapotechi scelsero la cima di tre colline, per trovarsi il più possibile vicino ai loro déi, per questo apportarono delle notevoli modifiche nella topografia naturale. Leggi il seguito di questo post »

Alle spalle delle Bahias

03/28/2010

Già e dopo aver finito di immergersi nel mare stupendo delle Bahias…che si fa?

La Crucecita

La località più vicina dove trovare svago e divertimento è appunto La Crucecita  Si trova a circa due chilometri da Santa Cruz e Bahia Chahué, però all’interno.  Si tratta di un abitato moderno,formato da alcune strade , che sono cresciute assieme allo sviluppo turistico della zona. Qui si concentrano i servizi pubblici come  negozi di artigianato,  ristoranti, mercatio, piccoli hotel, posta ed ospedali.

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una strada

Di fronte al suo parco centrale si trova la Parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe che nella volta del suo tetto ha un’iimagine dipinta di 20 metri della Vergine di Guadalupe, che è la più grande al mondo.

Nella crucecita si trovano anche molti negozi di prodotti gastronomici di Oaxaca che offrono assaggini dei loro prodotti, come dire, degustazioni dei “moles” (salse tipiche per accompagnare tutti i tipi di carne), formaggi, “tlayudas” (sono tortillas grandi, leggere, calde e croccanti in cui vengono avvolti frijoles, quesillo e una salsa di vostra scelta),”tostadas”  (tortillas di mais fritte lasciate raffreddare e utilizzate come supporto per strati di carne sfilacciata, insalata tagliata a listarelle, salse di vario tipo), cavallette (le famose “chapulines”), caffè, cioccolato ed altre delizie per il vostro palato.

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tlayuda oaxaquena

  

Bahias de Huatulco – Oaxaca

03/09/2010
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la mappa delle baie

 Bahia de Santa Cruz

Questa baia è  situata nella parte centrale della regione ed in qualche modo è al centro delle attività commerciali e turistiche. L’area popolata è conosciuta semplicemente come Santa Cruz.

Al suo centro si trova un grande molo dove attraccano yachts e imbarcazioni turistiche che organizzano escursioni per la zona delle baie; all’intorno si trovano hotels, negozi artigianali, centri commerciali, discoteche, bar, ristoranti ed agenze pr le escursioni e dove noleggiare l’attrezzatura per le immersioni o per lo snorkelling.

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la baia di Santa Cruz

Qui si trova anche la Capilla de la Santa Cruz, dove solgono venir celebrati matrimoni e battesimi in riva al mare.

Qualche metro verso sud si incontra una banchina con alto fondale per l’attracco delle navi da crociera e , vicino a quella, la popolare Playa Santa Cruz, una delle più conosciute della zona.

Si tratta di una spiaggia lunga circa 25 meri, digrantante leggemente verso il mare, con sabbia bianca ed acque cristalline di un colore azzurro turchese. Vi troverete vari ristoranti specializzati in pesce e frutti di mare.

Il luogo è raccomandato per nuotare con i bambini ed anche per praticare immersioni, sia come snorkelling, che con le bombole.

Nella stessa baia, al sudest rispetto alla zona abitata, troviamo la Playa La Entrega ben segnalata lungo il Blvd. Benito Juarez.

Si tratta di una spiaggia che incanta, lunga circa 200 metri, con acque tranquille, trasparenti e di un bellissimo tono smeraldino. Anche questo è un buon luogo per nuotare con i bambini, e molti la considerano come uno dei migliori angoli per fare snorkelling. E’ molto facile qui avvistare pesci colorati di varie specie.

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la spiaggia di La Entrega

Circa a un chilometro da qui, sopra i promontori che si affacciano sul mare e raggiungibile per una strada pavimentata troviamo il Faro, da dove si può godere di  una vista meravigliosa dell’Oceano Pacifico con albe e tramonti semplicemente spettacolari. Leggi il seguito di questo post »

Huatulco cerca del cielo

03/09/2010

Nove affascinanti baie con spiagge di sabbia fine e soffice, con colori che variano dal bianco al dorato intenso.

Acque cristalline e tiepide tutto l’anno, con incredibili toni verde smeraldo e turchese.

C’è forse al mondo un altro luogo simile?

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che sogno!

Per questo si dice che Huatulco è poco meno di un pezzetto di cielo in terra.

Huatulco ti offre 36 spiagge incantate dove puoi riposarti, divertirti e praticare sport acquatici.

In queste baie c’è sole per 330 giorni all’anno e una picevolissima temperatura media di 28 °C.

Colline coperte di foresta bassa circondano tutto questo scenario; da dicembre a maggio hanno il colore caffé della stagione secca; da giugno a novembre sono di un verde tanto intenso da ricordare la selva del Borneo.

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il mare come sfondo alla rigogliosa vegetazione

Ed ancora dietro si erge l’imponente e poco esplorata Sierra Madre de Sur che nasconde primitive cascate, torrenti impetuosi, piantagioni di caffé ed una insospettata biodiversità.

La storia della regione offre alcune leggende. Dicono che di qua arrivarono i Toltechi e Quetzalcoatl, il quale piantò un’enorme ed indistruttibile croce.

Vari popoli – chatinos e mixtechi, zapotechi e toltechi – attraversarono queste regioni.

Alla fine del secolo XVI, i pirati Francis Drake e Thomas Cavendish provarono, senza risultato, saccheggiare i villaggi della zona.

Qui, nel  1831, fu imprigionato Vicente Guerrero ( un rivoluzionario messicano, che occupò la presidenza durante vari mesi), prima di venir fucilato.

Più tardi, a metà del secolo XX, la zona visse un poco conosciuto periodo di auge grazie alle piantagioni di caffé.

Ma è da pochi anni che la regione è diventata protagonista della vita moderna in Messico. Nel 1984, venenro espropriati 21.00 ettari di terreno dove il Fondo Nazionale del Turismo (Fonatur) sviluppò con successo un centro turistico integralmente pianificato.

Il luogo oggi è una meta con eccellenti strade, con infrastrutture di alto livello espazi ben distribuiti, dove le zone popolate si alternano con zone verdi creando un tutto armonico quale non si vede in quasi nessuna altra parte del paese. inoltre è una località straordinariamente pulita in tutti  i sensi.

Dall’inizio dell’anno 2005 è diventata la prima Comunità Turistica Sostenibile nel Continente Americano e la terzo a livello mondiale, grazie alla Certificazione Green Globe 21.

http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF%20Turismo/Dossier/Certificazione%20turistica.pdf

Le nove baie hanno nomi intriganti: San Augustin, Chachacual, Maguey, El Organo, Santa Cruz, Chahué Tangolunda, Conejos e Cacaluta.

Una alla volta cominciamo a parlare delle baie di tutto quello che potreste fare ed ammirare durante una vacanza.

Continua la Vacanza a Oaxaca Messico

02/16/2010

28 settembre

Levataccia, colazione, valigie pronte e si parte per la costa del Pacifico.

Ci aspettano 5/6 ore di pullman, ovviamente con le solite soste (pipì, vomito, ecc…).

Cominciamo la salita in montagna, considerando che Oaxaca è già di suo a 1500 metri vuol dire che la strada s’inerpica ben bene, prima di discendere verso la costa.

Facciamo anche una sosta presso le sorelle artigiane Aguilar per ammirare i loro lavori in terracotta e, naturalmente fare qualche piccolo acquisto!

Guillermina Aguilar è stata anche insignita di vari premi per la sua attività. 

Lungo la strada sostiamo anche ad Ocotlan de Morelos per ammirare l’esterno della Cattedrale e la vita del paesino.

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il viale che porta alla Cattedrale

Procedendo ci dicono che è molto interessante il paese di Hutla che ha un’Hacienda con stanze molto belle , grandi e pulite, per chi volesse fare una sosta nella parte meno conosciuta della zona, ma non per questo meno interessante. L’Hacienda è La Solitaria….promette calma e riposo, vero?

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questo ha già cominciato a riposarsi

Si sale sempre più in alto col tempo che comincia a rannuvolarsi; la prossima sosta è a San José del Pacifico, che nonostante il nome è in montagna, ben lontano dalla agognata meta: le spiagge del pacifico appunto.

Visita alle Cabanas “Puerta del Sol”…. Sotto la pioggia a dispetto del nome!

Scopriamo che nella zona ci sono tantissimi funghi, che gli abitanti davano da mangiare ai maiali.

Sono arrivati degli italiani (ma guarda un po’) ed hanno visto che si trattava di funghi pregiati, quali porcini, ovoli, galletti, ecc. ed hanno cominciato a raccoglierli e farli conoscere ai turisti di passaggio.

Infatti noi abbiamo pranzato a base di polenta e funghi nel locale gestito da Davide e Francesca (lui milanese, lei bergamasca). La polenta era molto particolare di color azzurrognolo e macinata a mano da Francesca al mattino stesso.

La farina viene da una varietà di mais, chiamato appunto azzurro.

Ovviamente ci sono anche i funghi allucinogeni per chi volesse fare un viaggetto diverso!

Si riparte satolli e un po’ meravigliati di aver pranzato come se ci fossimo trovati sulle nostre Alpi!

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Tranquilli ce n'è anche un'altra di strada!!!!

E poi magari imboccare questa strada

Infatti, poco più avanti la strada si biforca ed Alex, tutto sereno, ci propone di prendere la vecchia statale che, anche se non tutta asfaltata, ci farà risparmiare un’ora di viaggio. Ovviamente tutti plaudiamo alla proposta perché non abbiamo visto ancora la strada ( per questo dicevo che ci sono state anche soste …quasi vomito).

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sempre più bella la strada

Bella vero la strada? Ma ci ha fatto veramente risparmiare tempo!

 

Se Dio vuole arriviamo al paese di Huatulco sulla costa del Pacifico, nostra meta finale; devo dire che, a parte chi ha avuto qualche disturbino allo stomaco, il giro per quella strada ormai abbandonata ci ha fatto apprezzare la natura incontaminata della Sierra di Oaxaca.

Qui dopo il freschino dei 2000 metri di altitudine ci accoglie subito un caldo umido che ci fa rimpiangere la montagna.

L’hotel  è il Crown Pacific offertoci dall’associazione albergatori di Huatulco, arrampicato sulla collina, tanto che c’è il trenino che fa servizio per raggiungere le camere situate più in alto.

Ceniamo in hotel nella sala che ha l’aria condizionata a mille …figurarsi e avevamo lasciato le maglie in camera!

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panorama e.........piscina

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Hola amigos

02/11/2010
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la bandiera del Messico

Salve, sono Maria Pia ho sempre amato moltissimo viaggiare e finalmente ho potuto unire la mia passione con il lavoro.

Avevo già viaggiato nell’America Latina, ma non ero mai stata in Messico.

Nel settembre 2008 ho avuto occasione di poter partecipare ad un tour organizzato per facilitare la conoscenza del territorio messicano

E’ stato come scoprire un mondo magico ed affascinante: mi aspettavo tanto dal Messico ed ho trovato molto di più.

Per questo ho deciso di condividere questa mia entusiasmante avventura con tutti quelli che la vorranno condividere con me.

Il tour si chiama  “Destino Oaxaca” e parte da Città del Messico in direzione di Oaxaca per raggiungere la costa del Pacifico a Huatulco dove, grazie alle sue baie, possono fare il bagno veramente tutti.

Ma cominciamo con ordine:

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